Concorso lirico Tullio Serafin

Perché un concorso dedicato a Tullio Serafin?

Il Concorso lirico Tullio Serafin nasce dalla volontà di Andrea Castello, direttore artistico del festival “Vicenza in Lirica” e presidente dell’Archivio storico Tullio Serafin, associazione che vanta al suo interno i pronipoti del maestro Serafin.

Il Concorso è un’occasione utile a creare sinergie tra diverse realtà musicali che rivolgono particolare attenzione ai giovani cantanti lirici e musicisti in genere, sull’esempio della stessa metodologia di lavoro e dedizione del Maestro Serafin, attento scopritore di talenti.

Perché la scelta dell’opera come premio?

La direzione artistica ha scelto di mettere a Concorso un’opera lirica proprio per creare “opportunità” di debutto per i giovani artisti vincitori.

Leggendo le varie testimonianze pervenute all’Archivio storico Tullio Serafin, si nota sempre di più l’attenzione del Maestro Serafin nel fare debuttare in palcoscenico voci talentuose.

Il “far debuttare” del Maestro Serafin era prima di tutto una scuola, in quanto lui stesso preparava il giovane artista al debutto, attraverso ore ed ore di lezione anche presso le sue abitazioni.

Ecco il motivo per cui abbiamo pensato di non allestire una tradizionale produzione teatrale, ma di progettare un percorso formativo che porti al debutto l’artista attraverso l’Opera Studio.

Con questo spirito di scoperta di nuove voci, preparazione e debutto, vogliamo far “rivivere”, sebbene in modo ancora limitato, lo spirito del Maestro Tullio Serafin.

Perché L’elisir d’amore di Donizetti nel 2019?

La scelta di rappresentare l’opera L’elisir d’amore di Donizetti nel 2019 non è causale e si collega alle celebrazioni ufficiali che l’Archivio storico Tullio Serafin ha istituito nel 2018, per i cinquant’anni dalla morte del Direttore, ricevendo la Medaglia del Presidente della Repubblica.

L’opera L’elisir d’amore è stata la prima diretta dal Maestro Serafin nel 1898 con il nome anagrammato in Alfio Sulterni, usato per evitare problemi con il Conservatorio di Milano dato che non si era ancora diplomato. Conseguito il diploma in composizione, il Maestro Serafin debuttò a Parma al Teatro Reinach dirigendo due opere, una delle quali era proprio L’Elisir d’amore di G. Donizetti che, l’Archivio storico ha deciso di mettere a concorso e successivamente eseguire a Vicenza.


Tullio Serafin 
(Rottanova di Cavarzere, 1º settembre 1878 – Roma, 3 febbraio 1968) è stato un direttore d’orchestra italiano, fra i più celebri del suo tempo.

Nacque a Rottanova di Cavarzere (Venezia) e a 11 anni si trasferì a Milano, dove suonò la viola nell’orchestra del Teatro alla Scala diretta da Arturo Toscanini, divenendone poi il vice. A meno di vent’anni debuttò come direttore ne L’elisir d’amore con lo pseudonimo di Alfio Sulterni. Quando Toscanini decise di trasferirsi a New York, prese il suo posto come direttore musicale della Scala. Mantenne questo incarico dal 1909 al 1918, con un intervallo fra il 1914 e il 1917 durante la prima guerra mondiale. Tornò poi brevemente dal 1946 al 1947.

Successivamente entrò nello staff del Teatro Metropolitan di New York nel 1924 e vi rimase per oltre dieci anni e 683 rappresentazioni, dopo di che venne nominato Direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma. Nel corso della sua lunga carriera incise con cantanti lirici di successo come Rosa Ponselle e Joan Sutherland e con le stesse Maria Callas e Renata Tebaldi. Diresse l’orchestra dell’Opera di Roma nell’incisione dell’Otello con il tenore Jon Vickers nel 1960. Serafin ampliò sempre il suo repertorio dirigendo le prime rappresentazioni di opere di compositori contemporanei come Alban BergPaul Dukas, e Benjamin Britten.

Diresse anche nuove opere di importanti compositori italiani e americani come Franco AlfanoItalo MontemezziDeems Taylor e Howard Hanson.Nella sua lunga carriera Tullio Serafin sviluppò un vastissimo repertorio operistico, comprendente 243 opere liriche, spaziando da BelliniRossini e Donizetti fino a compositori del XX secolo. Egli godette anche della reputazione di talent scout delle più giovani e promettenti voci della lirica del tempo. La sua maggiore scoperta fu senz’altro quella della cantante greca Maria Callas, sebbene amasse ripetere che gli unici fuoriclasse che avesse conosciuto erano Rosa PonselleEnrico Caruso e Titta Ruffo. Fu Serafin a riportare alla luce, nel XX secolo, un’opera come la Norma, di Vincenzo Bellini, dopo averla fatta studiare per due anni a Rosa Ponselle.

Molte delle opere da lui dirette sono state trasmesse alla radio nell’epoca d’oro di questo media – gli anni trenta e quaranta – e il suo impegno in questo senso è testimoniato dalla partecipazione, come interprete di se stesso, nel film del 1940 diretto da Giacomo Gentilomo e dedicato alla EIAR Ecco la radio!.

Rimase un suo merito particolare e perfino un atto di coraggio culturale la rappresentazione del Wozzeck di Alban Berg, diretto da lui per la prima volta in Italia, a Roma, nel 1942.

Dopo una lunghissima carriera, durata ben sei decenni è paragonabile a quella di Arturo Toscanini (diresse sia Enrico Caruso sia Luciano Pavarotti), morì a Roma nel 1968.

Le sue spoglie riposano nel suo paese natale Rottanova di Cavarzere (Ve).